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Presentazione di Maria Antonietta Follieri
Vivo e lavoro a Firenze dal 1969. Nel 1973 ho
conseguito la laurea in Lingue e Letterature Straniere. Insegno lingua e
letteratura francese dal 1975.
Scrivere, leggere soprattutto. Un’adolescenza
in attesa, parcheggiata nei miei sogni di viaggio, nelle letture di fiabe,
romanzi, poesie. Mia madre continuava a regalarmi libri. Mio padre giornalista è stato una presenza fondamentale nella mia vita: un amico, uno spirito libero, generoso e aperto al nuovo, capace di trasmettermi la sua curiosità per il mondo,la sua gioia di vivere. Il suo amore per me sta in una frase “Sei la luce dei miei occhi”. Ho una memoria auditiva. L’orecchio è il senso dominante. Legato a mio padre c’è il ticchettio dei tasti di un’Olivetti e un fischio di riconoscimento, un motivo che conosciamo in tre.
Soggiorno a Parigi dal 1971-72. Motivo: portare
a termine la tesi. Primo lavoro: assistente di italiano. Prima sigaretta
assaporata: gauloise blonde.
Nel 1980 una mia amica
pittrice, LeoNilde
Carabba, mi propone la pubblicazione di un libro d’artista, con l’ideazione di
una copertina, a partire dalla mia grafia.
Il sogno era il cardine attorno a cui girava
la mia ricerca. Reporter dell’inconscio, palombaro sui generis, portavo alla luce
le mie ombre, le mie rêverie ad occhi aperti. Esisteva un altro tipo
d’amore, un lampo di luce intravisto e poi scomparso. L’estate di quello stesso
anno parto per l’India, dopo aver letto il Libro dei segreti di Bhagwan
Shree Rajneesh. Sono seguiti altri due viaggi in Oregon e in California nei due anni successivi. Proprio nell’83, a Bolinas -un villaggio stupendo, vicino San Francisco, arroccato sulle rocce dell’oceano Pacifico - mi ritrovo ad un bivio esistenziale. La tentazione di restare in America è forte, ma scrivo in italiano, e rinunciarvi per l’inglese è una lacerazione interiore insostenibile. Rientro nell’83 a Firenze, con l’idea di frequentare il milieu letterario. Grazie a Dell’amore il sogno sono invitata a partecipare ad una lettura pubblica nella sala delle Leopoldine in Piazza Tasso. Mariella Bettarini mi invita a pubblicare alcuni testi nella collana Gazebo, da lei diretta. Nasce nel 1985 Switmagma. Partecipo alle riunioni di “Ottovolante”,incontrando i miei compagni di strada del pianeta letteratura. Organizzo con altri varie manifestazioni, festival di poesia e per l’8 marzo dell’86, con Daniela Rossi, preparo Istantanee una cartella di poetesse, (una foto, una poesia, una breve nota bio-bibliografica). La linea di continuità con il “femminismo storico” resta salda. Nel 1991 esce Topologia di un Mandala. In sanscrito mandala significa cerchio e centro. E’ un riferimento forte alla filosofia orientale, alla meditazione e nello stesso tempo indica una rappresentazione simbolica della psiche,un mondo invisibile che la parola topologia contraddice. In Topologia di un mandala ho restituito le esperienze di viaggio, ricordi dei luoghi amati,da Parigi, Firenze,San Francisco, Poona, Vieste, Peschici e attraverso quei luoghi ho cantato l’inner journey che rimane il fulcro, il centro della mia ricerca. Il contatto con il Sé, con quell’al di là che è qui, ora in quella presenza totale alla realtà. Le antologie. Come autrice in due diversi modi. Essere coinvolta dal progetto di un altro poeta, Marco Palladini che ha curato Resistenze 2, Memoria random per il prossimo millennio, e di Franco Manescalchi, Nostos, Poeti degli anni novanta a Firenze.
Estate 98: traduzione del Tantra-yoga di Daniel Odier. Un viaggio simbolico in Kashmir. Un testo: il Vijñanabhairava Tantra di una bellezza sconvolgente. Il mio interesse verso l’epifania, intesa come esperienza di vetta, fotografare attimi culminanti, ”l’incanto del cuore” in tutte le sue manifestazioni”, fa parte dei moventi della mia scrittura. Un esempio di questa produzione appare nell’aprile 2000, il racconto Un Arcobaleno in una versione raffinata di libri d’artista assieme ad una tempera mignon del pittore Stefano Turrini, della Morgana Edizioni, collana Minimum (tiratura 30 esemplari). Settembre 2003 pubblico il primo romanzo La Voce delle mani, Edizioni Pendragon. Incentro la storia su Giulia il personaggio femminile che insegue il sogno d’amore e crede di trovarlo in Dario. Nascita dell’amore e del desiderio sessuale insieme. Affronto la tematica “scabrosa” dell’erotismo femminile, un viaggio di consapevolezza che porterà il personaggio femminile ad un processo di individuazione della propria identità. Lascio dire a Giulia questa dichiarazione di poetica che sottoscrivo: “Scrivere rimane un atto di libertà, un lusso improduttivo, la necessità di restituire una visione del mondo, sapendo che è un atto di resistenza, affermare una diversità che reclama il diritto di esistere“. Nel settembre 2009 con l’Editore Zona esce la raccolta di racconti: Piccoli smarrimenti quotidiani. In copertina l’immagine di un quadro dello scrittore e pittore Emilio Tadini, concessami dagli eredi. Inoltre ho partecipato a diversi festival internazionali di poesia sia in Italia che all’estero, tra cui: Di versi in versi (Parma 1987); La mer parle (Marseille 1988); Guripurnima Festival of poetry and Dance (Poona, India, 1988); Vivre avec les poètes (Grenoble 1989); The road of poems and Borders (Joensuu, Finlandia 1990); Sixième Festival International de la poésie (Trois-Rivières,Canada, 1990); A più voci, Festival Internazionale di poesia ( Firenze 1989-90) e alla 39e Rencontre québecoise internationale des écrivains,( Montréal, aprile 2011). |